Telefono donna celebra la giornata internazionale contro la violenza sulla donna

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Il 22 novembre, nell’ ambito delle manifestazioni legate alla giornata internazionale contro la violenza sulle donne del 25 novembre presso la galleria dell’ Ipercoop di Cuneo, è stata allestita un’area gestita dalle volontarie di Telefono Donna con la collaborazione dell’Assessorato delle Pari Opportunità del Comune di Cuneo. Durante questa manifestazione sono state esposte decine di scarpe rosse, simbolo dell’assenza di molte donne i cui passi sono stati interrotti da una violenza ingiustificata in una società che si reputa civile. Il colore rosso rappresenta il sangue versato da tante donne che non hanno più voce perché uccise da mariti, compagni ed ex partner che non hanno accettato le loro scelte di vita.
Per tutto l’arco della giornata (con orario continuato dalle 9 alle 19)si sono alternate, oltre a proiezioni di video e filmati, artisti locali e studenti delle scuole superiori che si sono resi disponibili a dare maggior significato all’evento.
E’ importante, infatti, non abbassare la guardia sensibilizzando la popolazione su questo dramma, in quanto, purtroppo, le statistiche ci parlano di numeri sempre crescenti di femminicidi.
Ricordiamo che, in ambito locale, esiste la Rete Antiviolenza di cui Telefono Donna fa parte, alla quale possono rivolgersi le donne in difficoltà.

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Le donne si aiutano attraverso l’ascolto e una comunicazione consapevole

Digressione

ClasseL

Articolo di Serena Bersezio

Il Centro Servizi Società Solidale in collaborazione con l’associazione Telefono donna, coinvolgendo le volontarie di Donna per donna e Mai + sole, sta portando avanti un percorso di formazione volto a fornire tecniche di accoglienza e di relazione adeguate alla situazione e al contesto in cui operano le volontarie. Tra gli obbiettivi formativi ci sono l’aumentare la capacità di ascolto e di osservazione efficaci per individuare le opportune strategie di intervento e l’aumentare nelle volontarie la consapevolezza nell’uso delle tecniche comunicative, sia per l’efficacia operativa, sia all’interno del gruppo di lavoro.
L’associazione Telefono Donna si occupa di donne in situazioni molto complesse e delicate, caratterizzate da relazioni interpersonali problematiche, che sfociano spesso in manifestazioni di violenza fisica, psicologica ed economica ai danni della donna e dei bambini coinvolti. L’attività dell’associazione richiede alle volontarie una buona capacità nell’uso delle tecniche di accoglienza, sia al telefono che di persona, di comunicazione e di gestione dei soggetti vittime di violenza nonché nell’elaborazione di forme di aiuto efficaci. Anche l’associazione Mai + sole è vicina alle donne in analoghe situazioni di difficoltà e opera per fronteggiare situazioni di emergenza. L’associazione Donna per donna, invece, interviene nel delicato momento della malattia, offendo assistenza e supporto alle donne operate al seno presso i reparti di ginecologia e di chirurgia dell’ASO Cuneo.

Il corso ha una durata di trenta ore, suddivise in dieci incontri; si svolge con la partecipazione attenta, consapevole, numerosa e puntuale delle volontarie. La docenza è a cura della dott.ssa Daniela Demagistri, esperta di comunicazione, alla quale abbiamo rivolto alcune domande.

Le parole giuste sono capaci di molte cose. Si può imparare a trovarle?
La necessità di trovare le modalità più efficaci per comunicare è presente in ogni relazione comunicativa, in particolare quando i soggetti interessati sono fragili per le situazioni in cui si trovano a vivere. Le volontarie delle associazioni che partecipano a questo corso hanno scelto di indagare, fra gli altri, questo aspetto della comunicazione: l’analisi delle argomentazioni, delle “parole giuste” da utilizzare con le donne che si rivolgono a loro.
Si tratta di una ricerca che, partendo dalla trattazione degli argomenti teorici, si personalizza sulla tipologia di attività svolta dalle associazioni presenti, individuando le criticità da evitare e le argomentazioni, le modalità e le tecniche più utili per l’attività di volontariato.

L’ascolto è la prima risposta ad una richiesta di aiuto. Che cos’è l’ascolto attivo?
Con questa espressione ci si riferisce una tecnica di ascolto più consapevole rispetto a quella normalmente utilizzata; il miglioramento infatti porta il soggetto a comprendere tutti i livelli della comunicazione inviatagli dall’interlocutore e lo aiuta a rispondere in modo più completo ed efficace.
Il presupposto da cui parte l’ascolto attivo è la differenza che esiste fra la pratica dell’udire e quella dell’ascoltare: tutti noi spesso udiamo senza ascoltare e in questo modo perdiamo molte informazioni utili di quanto ci viene comunicato. Ciò diventa estremamente pericoloso in tutti i casi in cui il soggetto che si relaziona con noi sia in una situazione problematica.
Esistono tecniche utili ad aumentare la consapevolezza dell’ascolto e a migliorare la capacità di risposta alle affermazioni ma anche alle situazioni in cui ci troviamo coinvolti.

La comunicazione di un’associazione è davvero efficace, come lei osserva più volte nel corso delle sue lezioni, se i suoi membri parlano con una sola voce.
L’attività comunicativa svolta da un’associazione è rivolta a diversi interlocutori: le persone che fanno richiesta di aiuto, i volontari, gli altri, cioè tutti coloro che dall’esterno entrano in contatto con l’associazione stessa. Fra questi ultimi esistono potenziali volontari, potenziali utenti, potenziali sostenitori e potenziali partner.
Per ciascuna delle tre categorie e per ciascuno dei gruppi costituenti l’ultima categoria esistono differenze sostanziali per le quali l’associazione deve essere pronta a mettere in atto strategie comunicative appropriate.
In particolare nei confronti di tutti i soggetti esterni è importante che l’associazione si crei un’immagine e uno stile di comunicazione personale, riconoscibile allo scopo di potersi differenziare dagli altri attori presenti nel territorio di riferimento e riuscire ad assolvere al proprio compito con la massima efficacia possibile.

Sta conducendo delle lezioni ritagliate sul bisogno comunicativo di associazioni di volontariato che operano con donne in difficoltà. Che tipo di esperienza si sta rivelando per lei?
L’attività di formatore è di per sé strutturalmente complessa perché prevede, oltre al trasferimento di contenuti, anche un grande coinvolgimento personale del docente, soprattutto se l’intervento ha una finalità ben delineata e una platea omogenea.
Dal punto di vista strettamente formativo in questa esperienza ho avuto la fortuna di poter seguire il progetto di formazione dalla fase iniziale, in cui sono stati presentati gli obiettivi delle associazioni, quindi ho potuto costruire il percorso formativo sulle necessità dalle volontarie e ciò è stato per me molto positivo.
Se penso alla particolare finalità delle associazioni coinvolte nel progetto, tutte rivolte a donne sofferenti per situazioni di violenza o malattia, posso affermare che questa esperienza è stata per me particolarmente soddisfacente perché mi ha permesso di conoscere più da vicino un aspetto del volontariato non sempre sufficientemente conosciuto anche se di straordinaria utilità sociale; a ciò si aggiunge poi la speranza di aver fornito un contributo all’attività delle volontarie delle associazioni presenti in aula.

Abbiamo chiesto alla Presidente dell’Associazione Telefono Donna, Anna Quagliaroli, di commentare l’avvio del corso e l’occasione che esso rappresenta per l’associazione “Sulla base della crescente richiesta di intervento da parte di donne in situazioni di difficoltà e di violenza, è nata nelle volontarie di Telefono Donna l’esigenza di dotarsi di strumenti comunicativi relativi all’accoglienza e all’ascolto per offrire un servizio più efficace e mirato. Infatti, pur consapevoli del ruolo di volontarie all’interno della Rete Antiviolenza del Comune di Cuneo,si è ritenuto importante intraprendere un percorso formativo più articolato e funzionale per attivare valide forme di aiuto. In questa ottica è sembrato opportuno offrire la possibilità di frequentare il corso anche ad altre Associazioni presenti sul territorio, come Mai + sole e Donna per Donna, per avviare con loro un confronto sereno e costruttivo, una proficua collaborazione, un supporto reciproco nell’aiuto e nella gestione dei casi con cui si viene in contatto”.

Il percorso formativo intrapreso dalle volontarie coinvolte è una delle tante opportunità formative che il CSV mette in campo nel corso dell’anno volte al potenziamento delle capacità individuali, che fanno crescere e maturale il singolo, rendendo di conseguenza più efficaci le sue azioni di sostegno, assistenza e di soccorso agli altri.

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